Un articolo su livesicilia.it che riprende la Stampa sul cantiere Tecnis della Salerno-Reggio Calabria

PALERMO – Un simbolo lo era già per la scelta coraggiosa di denunciare il racket. Tanto più per averlo fatto in una regione, la Calabria, dove la criminalità organizzata mostra il suo volto più violento. Ma adesso Mimmo Costanzo, l’imprenditore catanese titolare della Cogip e socio al 50% della Tecnis, ha aggiunto un tassello al suo profilo di capitano d’azienda pronto a violare i tabù: Costanzo e la Tecnis, infatti, il 22 luglio consegneranno un lotto di 11 chilometri dell’incompiuta per antonomasia, l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, con un anticipo che ha dell’incredibile, un anno e mezzo di vantaggio rispetto ai tempi previsti.

Costanzo, così, completa l’opera iniziata un anno fa, quando l’azienda gestita in comune con Concetto Bosco consegnò un altro tratto di 12 chilometri dell’A3. A lui, che già tre mesi fa era finito in copertina su “I love Sicilia”, così, sono toccati gli onori della cronaca: “La Stampa”, venerdì, l’ha dipinto come un esempio italiano di impresa sana ed efficiente, fiore all’occhiello dell’Italia migliore.
“Miracolo sulla A3”, scriveva la stampa. Del resto l’opera incompiuta da 50 anni è il simbolo per eccellenza della divisione a metà delle due Italie, quella del Nord e quella del Sud. L’anomalia di un cantiere consegnato con un anticipo così grande è stata segnalata dallo stesso committente, il presidente dell’Anas Pietro Ciucci che ha dato l’annunncio all’agenzia Ansa proprio mentre si trovava in un cantiere vicino a Rosarno. “Quello che ci rende vincenti – spiega Costanzo – è l’innovazione, l’evoluzione organizzativa e il know how. La nostra impresa si caratterizza per una forte pressione sul ‘merito’ e sulla qualità delle persone, la maggior parte dei nostri uomini sono cresciuti con noi, la nostra squadra ha un’età media di 41 anni e il 25% meno di 25”.

Costanzo e Bosco hanno, in un decennio, creato la prima azienda del Mezzogiorno e la loro ricetta è stata la puntualità nella consegna dei lavori, l’affidabilità, il rispetto della legalità. “Il cantiere del tratto Morano Calabro-Campotenese – spiega Concetto Bosco – ha riguardato un lotto particolarmente difficile, anche se breve. Ricade tutto all’interno del Parco del Pollino, a nord della Salerno–Reggio Calabria, tutto di viadotti e gallerie. Ci hanno lavorato 600 persone, quasi tutte locali, su tre turni, 24 ore su 24”.

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Esattamente un anno fa, in un altro cantiere sempre in Calabria (la 106 Jonica) Mimmo Costanzo, fedele alle direttive di Confindustria, corse a denunciare la richiesta del “pizzo”. Per le sue denunce finirono in galera ben

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5 presunti capifamiglia della ‘ndrangheta.

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