Mimmo Costanzo di Tecnis risponde a una delle domande che un gruppo di giovani hanno posto ad alcuni opinion leader scelti dal quotidiano La Sicilia nel primo degli inserti speciali di fine anno. Assieme al Ceo di Cogip – tra gli altri interlocutori di una “generazione in cerca di risposte” – anche il giurista-filosofo Pietro Barcellona, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, il vicepresidente pfizer viagra online nazionale di Confcommercio Pietro Agen e Giuseppe Tripoli, capo del dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo economico. A seguire il can you buy viagra online testo della sollecitazione dello studente catanese e la risposta di Costanzo. leggi copertina in .pdf leggi pagina in .pdf Per lavorare è meglio avere una laurea o la pratica? È un bel rebus quello che tutti i giorni ci sottoponiamo: in questa fase di grande crisi economica, di lavoro che non c’è o è sempre più precario, di aziende che licenziano, aiuta di più studiare, fare tanti sacrifici all’Università e sui libri oppure provare a cominciare subito a far pratica, a lavorare, ad impadronirsi dei segreti di una professione? E’ chiaro che molto dipende dal tipo di lavoro che si ha in mente e si spera di fare: ci sono professioni per cui studiare e laurearsi è indispensabile, per cui la strada obbligata da seguire è quella dello studio. Ma molti ragazzi in questi anni e, soprattutto, in questi mesi, proprio alla luce della crisi e della necessità sempre più pressante di cominciare a lavorare presto, credo si stia orientando non sulla scelta legata davvero alla propria vocazione o ai propri desideri, ma alla rapidità con cui si può provare ad entrare nel mercato del lavoro. Insomma anche se vale di più una laurea, anche se studiare ci qualifica e ci rende competitivi, purtroppo la crisi spinge sempre più verso quelle che sembrano scorciatoie, verso soluzioni accomodanti. Con un rischio, quello di trovarci di fronte nei prossimi anni a generazioni che, se saranno state fortunate, avranno magari trovato un lavoro, ma non quello che cercavano, non quello per cui hanno o avrebbero studiato e in cui avrebbero potuto riversare tutto il loro impegno, la loro passione. Io ho scelto la strada degli studi. Perché? In primo luogo perché da più opportunità. L’Italia, come il resto dell’Europa, si è trasformata sempre più’ in un paese con un’economia basata sulla conoscenza; l’importanza di una laurea oggi può essere paragonata a quella che aveva un neo-diplomato cinquant’anni fa. Credo che l’università sia un mezzo necessario per chi punta a migliori opzioni lavorative e più opportunità. Inoltre ci sono altre ragioni che, credo, ne sottolineino l’importanza. Grazie alle esperienze che si fanno durante il percorso universitario gli studenti hanno l’opportunità di leggere libri che, forse, non avrebbero mai letto e partecipare ad incontri con esperti nell’ambito dei proprio ambito di studi. E’ proprio questo che incoraggia gli studenti a riflettere, a porsi delle domande e confrontarsi con modelli di pensiero diversi, accrescendo il proprio bagaglio culturale e ponendosi in una prospettiva diversa nei confronti del mercato del lavoro che diventa di giorno in giorno sempre più esigente per quanto riguarda il livello d’istruzione. Ovviamente accrescere le proprie conoscenze e ampliare le proprie opportunità lavorative non è un punto di fine ma uno where to buy viagra di inizio. Infatti, è proprio quando finisce la ricerca del lavoro e si inizia una carriera lavorativa che si possono mettere viagra on boots a frutto le proprie conoscenze consolidandole con l’esperienza. Fabrizio Drago Fabrizio Drago ha 23 anni e frequenta il terzo anno di Scienze della comunicazione a Catania. Durante il suo tempo libero gli piace molto leggere. Alexander McCall Smith – scrittore di origini scozzesi – è uno dei suoi autori preferiti. Oltre la lettura, natural viagra foods gli piace molto viaggiare per scoprire nuovi luoghi, tradizioni e culture e per avere la possibilità di praticare un altro dei suoi hobby: la fotografia. LO STUDIO È PIÙ EFFICACE SE SI UNISCE ALL’IMPEGNO L’imprenditore: «La formazione è decisiva, ma coltiva le tue passioni» Quando assumo un giovane guardo il suo curriculum, ma vado oltre: per me contano molto la voglia di crescere e di fare esperienza all’estero, la capacità di mettersi in gioco e di lavorare in team Mimmo Costanzo Caro Fabrizio, come prima cosa voglio dirti che per me rispondere alla tua domanda è allo stesso tempo un onore e una responsabilità. Comprendo benissimo i tuoi tormenti di giovane al bivio della vita; li capisco perché li ho vissuti io in prima persona quando avevo la tua stessa età, ma oggi li vivo in modo ancor più forte nella veste di padre is cialis tax deductible in canada di due figli, che fra qualche anno si troveranno davanti alle stesse scelte, agli stessi dubbi, alla stessa paura di sbagliare. E questa circostanza non fa che aumentare il rispetto per la questione che mi poni, oltre che naturalmente per te come persona. Guardando all’attuale situazione economica e alle difficoltà nel mercato del lavoro (soprattutto per l’ingresso dei giovani) quella alla questione che mi poni – se è più facile trovare un lavoro con una laurea o facendo pratica – corre il rischio di essere una risposta retorica. Più il contesto economico si fa difficile, più si restringono gli spazi nel mercato del lavoro, più esso diventa selettivo. E quindi si alza quella immaginaria “asticella” per un giovane che vuole trovare un’occupazione adeguata alle proprie aspettative. Hai proprio ragione quando dici che la laurea di oggi e quasi paragonabile al diploma di qualche decennio fa. E affermando questa verità hai inconsciamente risposto proprio alla tua domanda: la laurea al giorno d’oggi è imprescindibile, quindi il mio primo consiglio è di continuare con i tuoi studi e di fare quanto prima e meglio che puoi. Eppure l’alternativa che poni quando parli di “pratica” mi fa pensare che la tua possa essere non soltanto fretta di lavorare, ma magari anche il bisogno di esprimere qualcos’altro della tua personalità. E questo lo puoi fare anche continuando a studiare: un lavoro part time per avere un po’ d’indipendenza in più, ma anche un’attività nel volontariato. Ecco, questa può essere la “pratica” che in futuro potrà esserti davvero utile per trovare più facilmente il lavoro: l’impegno in qualcosa che non sia soltanto studiare non può che farti bene. L’associazionismo, lo sport, la politica, coltivare al meglio le tue passioni può aiutarti a migliorare la formazione e ad arrivare più completo al momento in cui – magari con una laurea e un master in tasca – proverai a entrare nel mondo del lavoro. A questo proposito mi piacerebbe approfondire un tema che per me è fondamentale. Nella costruzione di questo bagaglio di competenze un elemento a mio parere essenziale è rappresentato dall’esperienza all’estero. Un viaggio di studio, magari attraverso uno dei programmi http://buyviagraonline-cheaprx.com/ che l’Unione europea mette a disposizione degli universitari, un’esperienza di vita e di lavoro in un Paese straniero non potrà che farti crescere ancora di più. E soprattutto ti permetterà di imparare una lingua straniera. Si parla sempre più spesso di “fuga di cervelli” con un’accezione negativo, ma vorrei ricordarti i tanti aspetti positivi di quella che a me piace definire la «mobilità dei talenti». Non è detto che se un giovane come te – durante il percorso universitario o magari subito dopo – va all’estero per proseguire gli studi o lavorare questa sia una cosa negativa. Questo viaggio devi concepirlo non come se fosse di sola andata, ma conservare il biglietto di ritorno per realizzarti al meglio nel tuo Paese, che in questo modo sarà arricchito anche dal tuo patrimonio umano e professionale acquisito all’estero. Per rendere ancora più esauriente la mia risposta al quesito che mi hai posto, vorrei aggiungere anche qualche elemento che potrebbe esserti utile in futuro. Mi riferisco ai criteri che uso nella mia azienda per selezionare le risorse umane e i giovani in particolare. Devo dire che negli ultimi tempi – nonostante la crisi economica complessiva – ho continuato ad avere l’opportunità di assumere, di incrementare la “squadra” del gruppo Cogip. L’ho fatto perché ne ho avuto l’opportunità (grazie al contesto di crescita aziendale), ma soprattutto perché credo fermamente che un imprenditore può contribuire al superamento di questa congiuntura negativa investendo sulle persone e sulla fiducia, cercando di fare ancora meglio il proprio dovere. Quali sono le caratteristiche che privilegio quando ho davanti una persona che vuole lavorare con me? Il curriculum, la formazione specifica e l’esperienza sono importanti, ma a me piace andare oltre. Guardo ad esempio alla voglia di condividere un progetto, alla capacità di lavorare in un gruppo, di crescere e di far crescere gli altri sia dal punto di vista professionale, sia da quello umano. E poi mi piace condividere il mio cammino imprenditoriale con persone che hanno la voglia di mettersi sempre in gioco, di fare esperienze sempre nuove; spesso mi capita di chiedere a chi lavora con me di passare dei lunghi periodi fuori dalla Sicilia, talvolta anche all’estero: si tratta di esperienze di straordinaria crescita per le persone e per l’azienda. In conclusione vorrei augurarti il meglio per la tua carriera universitaria e per il tuo futuro lavorativo. Spero che riuscirai a realizzare tutti i tuoi sogni, senza scendere a compromessi. Con la schiena dritta e lo sguardo sempre in alto. In bocca al lupo, di cuore.