Mimmo Costanzo TecnisMimmo Costanzo cofunder di Tecnis intervistato da MilanoFinanza

Mimmo Costanzo Tecnis – L’interporto siciliano di Termini Imerese, a pochi chilometri da Palermo, i tunnel di Salerno «Porta Ovest», la metropolitana di Catania, l’ospedale San Marco di Librino, sempre a Catania, sono solo alcune delle nuove opere che la siciliana Tecnis si è recentemente aggiudicata, confermando il suo ruolo di impresa leader nel Mezzogiorno d’Italia.

Per l’esecuzione dei lavori verranno messe in campo le tradizionali tecniche dell’ingegneria edile, ma anche specifiche tecnologie, tutte all’avanguardia. Inoltre, verranno occupati uomini, tanti, moltissime maestranze super specializzate nei vari territori coinvolti. Di tutto questo Milano Finanza Sicilia ha parlato con Mimmo Costanzo di Tecnis, catanese, classe 1962, che di Tecnis è cofondatore.

Domanda. Qualche giorno fa, insieme al suo socio Concetto Bosco e al viceministro alle Infrastrutture, Vincenzo De Luca, avete partecipato alla cerimonia di posa della prima pietra del tunnel «Porta Ovest» di Salerno. Un’opera complessa, da consegnare in tempi brevi. Batterete il record di velocità del vostro tratto della Salerno-Reggio Calabria?
Risposta. Spero proprio di sì.
Si tratta della realizzazione di due tunnel contro gli ingorghi della zona porto, un’operazione alla quale teniamo moltissimo e sicuramente no-stop, che stima l’impiego di 100-150 maestranze per quattro turni di 24 ore al giorno, sette giorni su sette pur di consegnare i lavori entro il termine fissato, ossia il 31 agosto 2015. È una sfida durissima, ma la nostra squadra è abbastanza attrezzata per queste maratone.

D. Parliamo delle opere in cantiere in Sicilia. La Tecnis ha preso da poco in mano la grande opera della metropolitana di Catania. Anche su questo ci sono notevoli attese da parte del territorio. Se tutto andrà bene, la metro porterà sviluppo e risolverà il problema del traffico che si riversa ogni giorno in città.
R. Il progetto è di estendere le stazioni di questa nuova metropolitana fino all’aeroporto Fontanarossa e di farlo in tempi brevi, perché la città non può attendere. Si può facilmente immaginare l’impatto che avrebbe il collegamento della metro con lo scalo aereo per l’economia etnea. Personalmente, credo che le infrastrutture incidano in modo significativo sul Pil di un territorio e questa di cui parliamo ne è un esempio lampante.

D. La Tecnis ha vinto anche la gara per la costruzione di una delle più grandi opere della Sicilia, l’Interporto di Termini Imerese. Quali sono i numeri su questo nuovo appalto, quante persone verranno impiegate?
R. Abbiamo partecipato all’appalto perché credevamo di poter essere in grado di portare a termine anche questo impegno con tutta l’energia che mettiamo ogni volta. Verranno occupati circa 170 operai. Quanto ai numeri finanziari, la gara per la progettazione e la realizzazione dell’interporto di Termini Imerese ammonta a circa 75 milioni di euro. Preciso che l’opera non servirà soltanto a collegare

lo scalo ferroviario, il porto e l’autostrada della Sicilia occidentale, ma sarà uno snodo fondamentale per la logistica dell’intera Isola e per abbattere le distanze su gomma: Insomma, per rivoluzionare l’intero sistema del trasporto delle merci nella nostra regione.

D. Lei guida un gruppo, la Cogip, che è cresciuto in fretta ed è oggi in grado di operare anche altrove, a livello globale, fuori dal territorio nazionale. Dove pensa di andare?
R. La nostra scommessa è proprio questa. La cosa più importante, se vogliamo continuare a crescere, è proprio guardare oltre i nostri confini e studiare altre aree geografiche. In Tunisia, ad esempio, siamo già da parecchio tempo e stiamo lavorando a un’opera imponente, un’autostrada che collegherà due grandi città, Sfax e Gabes, ma pensiamo di allargarci anche in altre zone del Maghreb.
Poi siamo in fase di studio in Paesi in grande via di sviluppo nel Sud America, come il Brasile.

Si tratta di un luogo in cui abbiamo da poco cominciato a muoverci, tenendo conto che si tratta di un paese con 200 milioni di abitanti e con migliaia di opportunità. Basti pensare non solo ai mondiali di calcio dell’anno prossimo, ma anche e soprattutto alle tante infrastrutture in fase di realizzazione per i giochi olimpici di Rio de Janeiro dell’estate 2016.

Da notare come in Brasile si abbia a che fare con un forte protezionismo, ma noi abbiamo intenzione di iniziare pian piano su in quel mercato. I brasiliani sono persone scrupolose e puntuali, sono certo che apprezzeranno le nostre competenze e le nostre doti.

Mimmo Costanzo Tecnis

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