Il nuovo codice degli appalti rappresenta un’opportunità importante per chi si occupa di grandi opere, ma anche per l’Italia intera. Per la prima volta, infatti, viene affermato in maniera chiara un principio che va oltre il settore edile: la reputazione è questione di legalità.

Costruire opere pubbliche non vuol dire solo maneggiare cemento, pietre, mattoni, ma innanzitutto immaginare uno sviluppo reale per il nostro paese. Le opere pubbliche rimangono tra gli elementi fondamentali per lo sviluppo e la ripresa economica. Facilitare la loro progettazione e realizzazione attraverso una chiara semplificazione delle regole, la riduzione degli enti appaltanti e della varianti faciliterà la vita ai costruttori e darà a tutti una visione chiara dei meccanismi utilizzati nella scelta.

Ma la vera rivoluzione è che la premialità non si fonderà più solo sul massimo ribasso. Con il nuovo codice degli appalti altri aspetti importanti si sommano al fattore economico, come le tipologie di contratti utilizzati, le tutele dei lavoratori, la capacità di dialogo con il territorio e soprattutto un rating di legalità acquisito attraverso azioni di denuncia concrete. La vera novità è che si introduce il parametro ‘tempo’ nella valutazione: non sarà più determinante solo un valore immediato come l’offerta economica, ma anche quelli che si accumulano nel tempo e indicano le scelte concrete delle aziende. Il merito non può essere solo questione di cifre. E il merito conta quando si devono scegliere le persone che contribuiscono alla crescita del paese.

Mimmo Costanzo