Un’impresa è sempre un rischio, ancora più quando essa rappresenta in gran parte una famiglia che per anni e generazioni si è succeduta alla sua guida. Ma un’impresa, prima di tutto, è una scommessa: personale e di gruppo. Non è un contenitore che mette insieme competenze diverse, ma è un campo che offre le sue possibilità a chi abbia abbastanza passione per diventare protagonista di un pezzo del suo valore. Di qualunque cosa un’azienda si occupi, essa parla al mondo delle persone che ci stanno lavorando.

Non si tratta, però, “solo” di mantenere gli equilibri in un meccanismo virtuoso: non c’è azienda senza rischio e non c’è imprenditore senza coraggio di assumersene. Ce lo ricorda oggi, in un bell’articolo, Vincenzo Provenzano su Repubblica Palermo, mentre fa l’analisi del perché in Sicilia le grandi aziende, dopo tante fatiche, finiscano in mano a gruppi esterni più forti.

Ecco un estratto:”È vero le imprese nascono, crescono, cambiano proprietà, e nel caso in cui non funzionano falliscono. Ma perché sull’Isola non si hanno esempi di imprese diciamo così durature o che non fanno il grande salto anche di natura finanziaria ad esempio cercando risorse nei mercati dei capitali prima di dovere cedere il passo a chi nel tempo è diventato colosso o per lo meno di rispondere a sfide più ambiziose? Probabilmente in Sicilia è carente una cultura imprenditoriale diffusa, basata sul rischio proprio che però necessita di alcuni elementi fondamentali di cui manca una coscienza collettiva. Non è un caso che anche nel dibattito politico quello che prevale è la cultura della conservazione. (…) Non troviamo molta differenza tra i giovani laureati che vanno via, anche perché poco educati e cresciuti in un clima in cui il lavoro bisogna anche provare a crearselo a casa,e imprenditori familiari che giunti alla quarta o quinta generazione cedono le propria attività e insieme ad essa la propria vocazione al rischio. Per carità ognuno faccia ciò che vuole ma se non si costruisce in Sicilia una cultura del cambiamento che non è solo economica, è difficile vedere la luce”.

Sono parole che mi risuonano dentro. E lo fanno particolarmente in questo momento, in cui la mia avventura imprenditoriale, dopo un anno problematico e complesso, si avvia ad inaugurare un nuovo corso. Lo sarà sul piano strettamente imprenditoriale, perché il nostro gruppo ha nuove sfide innanzi. E lo sarà anche sul piano della responsabilità sociale d’impresa, grazie a partnership con cui svilupperemo processi importanti di sensibilizzazione imprenditoriale proprio in giro per le scuole della Sicilia.

In fondo, forse, non tutti i rischi vengono per nuocere.

Mimmo Costanzo