Oggi Catania ospita un’importante partnership: quella tra l’Università Cattolica di Milano e alcuni partner del territorio, tra cui Confindustria, che presentano il MIB (Master in International Business). Venti posti disponibili per gli studenti che vorranno acquisire conoscenze specifiche, ma anche confrontarsi  con il mondo attraverso esperienze dirette. Io, come imprenditore e Presidente della Fondazione del Merito, ho deciso di partecipare a questa sfida, mettendo a disposizione una borsa di studio. Perché investire in un master che una prestigiosa Università del nord Italia decide di dedicare a risorse del nostro territorio per parlare di internazionalizzazione di impresa?

Tre le cose che mi hanno convinto.

Questo master è utile. Da imprenditore, alle prese ogni giorno con le sfide del mercato, so che i processi di internazionalizzazione sono tra i più complessi e difficili da affrontare per un’azienda. Ma sono anche gli unici che, dopo aver preteso risposte rigorose, sono in grado di restituirne in termini di resa e di crescita. È utile che un territorio come il nostro, per molti aspetti appesantito da un’arretratezza dei processi imprenditoriali, sappia  sfruttare la sua posizione al centro del Mediterraneo come uno degli asset principali di sviluppo.

È  efficace. Assistiamo spesso a tante idee utili che però non riescono a portare frutto perché non sono capaci di dare forma e sostanza al loro contributo. Perché, come dice qualcuno, la visione senza la capacità esecutiva è allucinazione. La struttura di questo percorso di studi, invece, ha in dotazione una serie di partner che aumentano reciprocamente il loro valore . Un grande brand della formazione come la Cattolica, un territorio come il nostro ricco di potenzialità, un player come Confindustria e alcuni imprenditori che investono perché dalla risposta stessa del territorio, dipendono: ecco la terna vincente che consentirà agli studenti non solo di frequentare lezioni frontali, ma anche di farsi le ossa in periodi di stage in aziende internazionali, da cui potranno acquisire le competenze operative.

Sarà elemento di crescita culturale. Credo che ogni processo che attraversa un territorio debba essere efficace nell’immediato. Ma solo se lascerà traccia di sé anche contribuendo a uno scatto culturale duraturo potrà dire davvero di aver centrato la sua missione. Come Presidente della Fondazione del Merito, che insieme ad alcuni amici e colleghi abbiamo creato da qualche mese per sensibilizzare i ragazzi (e non solo) rispetto ai valori del merito, della passione e del talento, credo che spingere i nostri giovani al confronto con gli ambienti internazionali sia uno strumento utile per farli crescere davvero, mettendoli alla prova senza eccessive cautele. Il merito è fornire possibilità: a ognuno toccherà poi farne ciò di cui sarà capace.

Dunque: utile ed efficace, dotato di un’importante prospettiva scientifica e di un reale bagaglio di know how imprenditoriale, determinante per un territorio che ha bisogno di fare sintesi e di proiettarsi verso il mondo, motore per un cambiamento culturale importante come quello del merito. Sì, questo master sembra avere tutte le caratteristiche per essere un successo. Questo è quello che vi auguro oggi, alla linea di partenza. E questo è quello che avrò il piacere di augurare ai nastri di arrivo a tutti i venti studenti che, insieme a noi, faranno questo percorso.

Mimmo Costanzo