Dalle news del sito dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri la sintesi di un’interessante iniziativa a cui ha preso parte Elita Schillaci, docente della facoltà di Economia dell’Università di Catania.

Dopo il primo appuntamento di Venezia nello scorso ottobre, gli innovatori italiani chiamati di nuovo a raccolta dall’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, questa volta a Milano, ospiti dell’Aula magna UniCredit. L’occasione è stata data dalla riproposizione per il 2011 del progetto “Italia degli Innovatori, il cui bando è stato già pubblicato con termini di partecipazione che scadono il 28 febbraio. I lavori si sono svolti nel corso dell’intera giornata. La mattinata, coordinata dal direttore generale dell’Agenzia Mario Dal Co, è stata dedicata alla presentazione di Italia degli innovatori 2011 e all’approfondimento delle grandi potenzialità dei progetti innovativi in ambito pubblico. Il pomeriggio ha visto due tavole rotonde dedicate rispettivamente ai modelli organizzativi dell’innovazione e alla stretta connessione che lega oramai in modo indissolubile innovazione ed internazionalizzazione. Antonio Cianci – responsabile del progetto “Italia degli Innovatori” – ha concluso i lavori. Partendo dal successo della scorsa edizione di “Italia degli Innovatori”, svoltasi nel 2010 presso l’Expo di Shangai 2010, con risultati pratici a favore delle imprese che hanno confermato al Ministro per la P.A. e per l’Innovazione Renato Brunetta, primo ideatore dell’iniziativa, l’esigenza di chiedere all’Agenzia di rendere strutturale e permanente tale modello, Davide Giacalone – Presidente dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione – ha esordito nella sua relazione introduttiva evidenziando che “ La presenza italiana all’Expo 2010, che si è tenuta a Shanghai, è stata un successo ed è avvenuta con caratteristiche nuove: 1.nessuna sovvenzione ai privati coinvolti; 2. nessuna difficoltà burocratica, perché ciascuno segnala se stesso e chi organizza verifica l’interesse della controparte per questo o quel prodotto; 3. in un Paese complicato anche il più piccolo degli imprenditori si siede davanti al potenziale partner, magari un gigante, con al fianco il proprio governo; 4. niente fronzoli cerimoniali, ma dritti al punto del confronto fra iniziative di mercato e loro possibili alleanze e sinergie.” Giacalone ha proseguito l’analisi osservando che solo così “ è stato possibile far entrare nel mercato cinese soggetti che, probabilmente, avrebbero considerato difficile anche solo viaggiarvi per tempo libero. Da parte dello Stato s’è messa in campo un’iniziativa a costi bassissimi, ma capace di portare a grandi risultati.” L’opera dell’Agenzia non si è interrotta con la conclusione di Shangai, ma è proseguita immediatamente dopo e Giacalone ha osservato che, in assenza delle facilitazioni proprie di un’Expo “si devono costruire sedi efficienti e organizzare incontri tematici. Per questo abbiamo dato vita in Cina ad un centro per  lo scambio tecnologico cui seguiranno sedi analoghe per l’e-government e per il design. Attorno a questi centri è stata tessuta un’adeguata rete di sostegno.” Giacalone ha concluso la prima parte del suo intervento annunciando che “ Poiché il progetto funziona abbiamo immaginato d’allargare, oltre alla Cina, l’esperienza ad altri Paesi: Russia, Brasile e Messico, con cui nel 2011 sono già in programma scambi culturali. Altri seguiranno. Una formula, insomma, che ci sembra degna d’attenzione da parte del Paese.” Il resto della relazione di Giacalone è stata dedicata alle grandi potenzialità rappresentate dalla necessità di diminuzione e riqualificazione della spesa pubblica, rappresentando l’innovazione tecnologica la grande opportunità di migliorare il livello dei servizi attualmente erogati. In tale ottica, l’approfondimento sul tema delle opportunità per l’innovazione in ambito sanitario è stato svolto dalla relazione di Alberto Mingardi – direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni – e del prof. Cesare Greco, mentre di innovazione nel nostro sistema di istruzione ha trattato la relazione di Daniele Checchi – Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano. Renzo Turatto – Capo Dipartimento Innovazione del Ministero per la P.A. – ha poi analizzato in dettaglio l’esperienza di Expo Shangai 2010. Federico Ghizzoni – Amministratore Delegato UniCredit – a margine della firma del protocollo d’intesa tra Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione e UniCredit, con il quale ci si impegna a sostenere le imprese a maggiore potenzialità innovativa sui mercati emergenti – ha osservato “Mai come oggi il made in Italy è apprezzato all’estero e nei paesi emergenti. se riusciamo ad avere un approccio innovativo l’Italia conferma grandi potenzialità”. Le tavole rotonde del pomeriggio hanno visto gli interventi di Elita Schillaci – Università di Catania, Roberto Callugi – Camera di Commercio di Milano, Marco Cantamessa – Politecnico di Torino, Alessandro Giari – presidente APSTI, Amedeo Giurazza – Vertis Sgr, Antonio Quartu – Regione Sardegna, Luigi Rossi Bernardi – Comune di Milano, Giovanna Talocci – ADI, Carlo Fornaro – Telecom Italia, Anna Gervasoni – AIFI, Alessandro La Porta – UniCredit, Livio Scalvini – Intesa Sanpaolo, Antonio Sfameli – Ericsson.