Vi segnalo, dalla sezione “rassegna stampa” del sito Cogip la rubrica “Un professionista al giorno” del quotidiano economico nazionale ItaliaOggi dedicato alla mia storia personale.

La vita, la carriera, i gusti e le passioni di Mimmo Costanzo, direttore generale di Cogip

La strada per il successo

Nell’impresa servono buone idee, coraggio e le persone migliori. Lo sport? Il tennis e le maratone con i miei collaboratori

di Federico Unnia

«Nell’attività d’impresa, ovunque tu operi, servono idee buone, coraggio e le persone migliori. Nel mio caso sono stato fortunato e abbiamo avuto successo». Francesco Domenico Costanzo, Mimmo per gli amici, classe 1962, è imprenditore di terza generazione. Oggi alla guida di Cogip SpA, un articolato gruppo imprenditoriale leader in Sicilia e tra i primi in Italia nel settore delle costruzioni e opere connesse alle grandi infrastrutture.

La tenacia e le spiccate capacità manageriali lo hanno aiutato in quello che a tutti gli effetti costituisce un caso studiato nelle aule universitarie. «E pensare che fin dalla laurea in Economia e commercio conseguita nel 1986 speravo un giorno di mettere in pratica nella gestione del nostro gruppo di famiglia le infinite opportunità che gli studi di organizzazione aziendale e le strategie d’impresa mi avevano insegnato», racconta Costanzo. E infatti – dopo l’esperienza politica catanese a soli 31 anni, come assessore alle Attività produttive nella giunta Bianco – rientra nel gruppo industriale di famiglia per assumere la direzione generale di Cogip che con lui inizia il suo percorso di crescita e di sviluppo.

«Dalle attività storiche legate al settore petrolifero, acquistammo una società che operava nel settore degli asfalti per opere stradali». Un settore, ricorda Costanzo, a quei tempi in difficoltà in Sicilia, mercato naturale della società. «Non potevamo correre il rischio di restare chiusi nel nostro territorio. Decisi quindi di guardare a nuovi mercati. Spinsi molto e trovai nei miei collaboratori e nelle istituzioni finanziarie il necessario supporto per andare avanti». E così è stato. Nel 1999 fonda con un caro amico imprenditore, Concetto Bosco, la Tecnis Spa. La società vince importanti appalti in Veneto (compresa la riasfaltatura di ampi tratti della A4 a Padova e grandi ponti sul

fiume Piave e sull’Adda) e si allarga con gli

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anni anche fuori Italia. «Guardiamo con interesse a paesi emergenti. Oggi siamo molto attivi in Tunisia e nel Magreb». La chiave del successo? Persone competenti («Alcuni amici di vecchia data sono oggi i mei più preziosi collaboratori. Amicizia e lavoro, ho sperimentato, possono essere il mix del successo di un’impresa») motivate e leali, chiarezza negli obiettivi. «Nella vita, come negli affari, preferisco una brutta verità a una bella bugia».

Sposato con Valeria, Costanzo ha due figli. Vive a Roma, ma per lavoro è sempre in viaggio («ho una Porche, mi piace la guida sportiva»), anche se il suo cuore batte sempre per la sua amata Sicilia. Il mare è il suo ambiente naturale e trascorre le sue vacanza tra Panarea e la Sardegna. La sua passione è lo sport: tennis e maratona. «Da anni gioco a tennis con una racchetta Babolat e appena posso seguo i tornei. Sono rimasto impressionato ai recenti Campionati internazionali di Roma al Foro Italico dalla potenza che oggi uomini e donne sono capaci di sprigionare». Nella maratona («uso scarpe da running Mizuno») l’agonismo ha lasciato spazio al team building. «Sì, con i 30 dirigenti del gruppo corriamo insieme una maratona all’anno». Nel palmares delle gare affrontate e concluse t

utti insieme, le maratone di New York, Londra, Chicago, Berlino e Roma. «Credo che la corsa sia un ottimo esercizio, non solo fisico, ma anche mentale. E farlo in gruppo, anche senza parlarsi ma condividendo fatica e traguardi, sia un modo per cementare l’amicizia». Amante della buona musica, Costanzo ha un debole per i Beatles e – tra gli italiani – per Vasco Rossi e Jovanotti. Nella lettura preferisce la saggistica, genere che riesce a leggere anche durante i numerosi viaggi e spostamenti per ragioni di lavoro in Italia e all’estero. Seppur giovane, ricorda positivamente l’esperienza con i Giovani imprenditori di Confindustria Catania, che ha guidato dal 1991 al 1993. «In Sicilia resta difficile fare impresa. Ma sono ottimista. Le idee, la professionalità, la determinazione ci sono. Occorre solo iniziare e procedere con competenza e impegno».