Chi fa vino ha di per sé una quantità innata di ottimismo e di sana «follia». Eppure in un momento come questo – con il consumo interno inchiodato dalla crisi e le uniche speranze di crescita legate all’export di qualità – è una bella notizia apprendere che una nuova frontiera del marketing è «raccontare» il vino, soprattutto attraverso i social network, e aprire cialis patient education un nuovo canale di comunicazione con i giovani. Una bella storia (e numerose riflessioni a margine) da un articolo di Repubblica. Leggi l’articolo su repubblica.it ROMAviagra 30 year old “Devi comunicare chi sei e che cosa fai, giorno per giorno: devi raccontare la storia del tuo vino”. Quella del Perricone, il vitigno che Marilena Barbera coltiva nei suoi 15 ettari in provincia di Trapani, risale ai Greci. Quasi cancellato dal successo http://cialistadalafil-onlinerx.com/ del Nero D’Avola, negli ultimi anni lei e altri piccoli produttori siciliani stanno cercando di reintrodurlo: “Ecco di cosa parlo su Facebook, Twitter o sul mio blog: “guardate di che colore è”, “datemi un consiglio, lo filtro o non lo filtro?”, “venite ad assaggiare!””. Una strategia che funziona, almeno a giudicare dal seguito che Barbera, 43 anni, ha in Rete: 3mila e 300 follower su Twitter e un punteggio Klout, misura della reputazione digitale, di 74, appena cinque punti sotto a quello del premier Renzi: “Se vuoi comunicare ai ragazzi devi frequentare i loro canali, non ci sono alternative”. viagra paypal Per la generazione dei nonni e per quella dei genitori avere una bottiglia in tavola è un’abitudine. Che però giovani e giovanissimi non sembrano aver ereditato. Ecco uno dei fattori, oltre al calo generale dei consumi, per cui nel 2013 gli acquisti di vino nel nostro Paese sono calati del 7%, al minimo storico da quando è unito. Nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni, gli italiani che dichiarano di averne bevuto almeno un bicchiere sono scesi dal 55% del 2007 al 52% del 2012. In quella tra i 18 e i 19 anni dal 35 al 29%. Non un problema nell’immediato, per un settore che anche l’anno scorsograzie all’export ha fatto registrare fatturati da record. Ma che lo potrebbe diventare nel medio periodo, visto che sul mercato internazionale i gusti sono volubili e la concorrenza aspra. Qui da noi i consumi degli over 60 contano ormai per quasi il 40% del totale, come rileva l’Osservatorio Wine Monitor di Nomisma. E chi ne ha 40 o meno, dice l’Istat, si concede più volentieri una birra o un cocktail. Il vino i più giovani lo scelgono in occasioni particolari, fuori dalle mura di casa: al ristorante, in enoteca, per l’aperitivo. “Per loro non è più un semplice alimento, ma un bene di consumo legato alla socialità, allo stare insieme”, spiega Barbera. Bisogni diversi, che una nuova generazione di produttori sta cercando di raggiungere usando la Rete. Proprio quest’anno il Vinitaly, la più importante fiera italiana del settore, organizza il primo evento ufficiale dedicato ai wine blogger. Si chiama Young to Young, “da giovani a giovani”: una sfida durante la quale alcuni scrittori under 35 degusteranno i vini di produttori loro coetanei, per poi raccontarne il gusto al proprio pubblico digitale. “Il blogging legato

al cibo è diffuso in Italia già da qualche anno – spiega l’organizzatore Marco Gatti – quello sul vino è arrivato un po’ di ritardo: è più difficile improvvisarsi esperti, ci vuole competenza”. Lo stile informale però permette di parlare anche alle generazioni per cui la Guida Michelin di turno non è un punto di riferimento: “Molti viticoltori lo stanno capendo, un grande passo avanti per aziende familiari che non hanno mai puntato sulla comunicazione”. Una scossa l’ha portata senza dubbio il ricambio generazionale nelle campagne. Vitaliano Maccario oggi ha 40 anni, ma era appena 28enne quando insieme al fratello ha trasformato la piccola cantina dei nonni, in provincia di Asti, in una vera azienda agricola, la Pico Maccario. Dall’anno scorso, anche una superstar della Rete. Il mockumentary,

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il finto documentario che in perfetto stile National Geographic acheter viagra cialis france racconta la scoperta tra i suoi vigneti di una nuova specie, la rosa carnivora, ha totalizzato oltre 280mila visualizzazioni su Youtube. E per andare incontro alle abitudini dei ragazzi Maccario ha anche messo a punto un nuovo prodotto: “Un barbera da aperitivo, più fresco e cialis canada francais fruttato, quindi più facile rispetto alla classica bottiglia da pasto. L’obiettivo è produrne entro tre anni 400mila bottiglie”. Quanto all’e-commerce, racconta di averci provato, ma di averlo abbandonato dopo qualche mese: “La gente preferisce passare a prendere le bottiglie di persona”. Il commercio digitale nel settore del vino vale appena 30 milioni di euro l’anno, una nicchia: difficile trasmettere la propria qualità attraverso un negozio virtuale. Uno degli esperimenti più interessanti per rendere meno fredda l’esperienza di acquisto in Rete è quello della startup ViniX: “Un social network per amanti del vino – racconta il 39enne Filippo Ronco, uno dei fondatori – ma anche un social e-commerce”. Oltre a organizzare cene e degustazioni, sulla piattaforma si possono creare insieme ai propri contatti dei gruppi collettivi di acquisto. Più l’ordine cresce, maggiore è lo sconto che si ottiene: “Siamo partiti da un anno e abbiamo 12mila iscritti, senza dubbio la parte più attiva sono 30enni e 40enni”. Un tentativo di svecchiare la cultura del vino, rendendola più attraente. Sul modello di quello che negli ultimi anni è accaduto per la birra artigianale: da Brooklyn fino a Roma, nelle città i microbirrifici sono diventati luoghi di ritrovo, alla moda. Per i viticoltori è più difficile, legati come sono alla terra e alla campagna. Il target del turismo enogastronomico, che porta i turisti tra le cantine, è decisamente più adulto. A Londra però c’è chi sta tentando l’esperimento opposto: trapiantare la produzione di vino in città. London Cru è la prima city winery del mondo, il mosto arriva dalle campagne, anche quelle italiane, poi viene lavorato ai grattacieli della City. Sempre porte aperte, ogni giorno un corso o un evento. Piacciono soprattutto ai giovani.