Tecnologia di ultimissima generazione, notevoli capacità tecniche, consumi energetici ridotti e minimo impatto sull’ambiente. È una specie di «aspiravopolvere ecologico» la draga «Shoalway» in attività dal 20 novembre al porto di Genova, nell’ambito del progetto di ampliamento di Calata Bettolo, che l’Autorità portuale ha affidato a Tecnis e Boskalis pedragagenovasitor la realizzazione di un grande terminal per la movimentazione dei container (180.000 m³ di superficie e 800.000 container/anno di traffico) e la conseguente razionalizzazione delle rotte commerciali e crocieristiche nel Mar Ligure.

IL PROGETTO AL PORTO DI GENOVA. Il progetto di adeguamento tecnico-funzionale prevede nel cuore del porto di Genova opere marittime, edili ed impiantistiche che si rendono necessarie pr il recupero funzionale di Calata Oli Minerali e per l’ampliamento di Calata Bettolo. L’intervento prevede la realizzazione di una nuova banchina a sud (per chiudere lo specchio acqueo compreso fra gli sporgenti di Ponte Rubattino e Ponte Paleocapa, oltre che una serie di banchine nell’area ovest per formare la nuova darsena tecnica.

L’ATTIVITÀ IN CORSO. L’attività della draga «Shoalway» è legata alla necessità di riempire lo specchio acqueo antistante l’attuale Calata Bettolo: circa 2.200.000 m³ di materiale da ricavare dagli interventi di dragaggio, previsti dal progetto e approvati dall’Autorità portuale per l’adeguamento dei fondali del porto di Genova. Entro gennaio si prevede il dragaggio di 700.000 m³; successivamente sono previste altre due fasi: la prima nella seconda metà 2011, la seconda nel 2012. Il vantaggio di questo tipo di intervento è duplice: si porteranno i fondali alla profondità richiesta per le esigenze delle navi previste sui nuovi accosti e inoltre si potrà “autoprodurre” il corpo di riempimento, senza ricorrere a materiale di cava e utilizzando terre e materiali di scavi per le attività di precarica delle colmate, per raggiungere il giusto grado di consolidamento dei nuovi piazzali. A tal proposito è importante l’attività di selezione del materiale proveniente dalle varie aree di dragaggio, al fine di garantire attraverso la scelta della pezzatura (variabile dalla più piccola alla più grande, partendo dal fondo verso la superficie) il raggiungimento dei valori di carico ammissibili nel nuovo piazzale, grazie anche all’ausilio di dreni verticali che servono per accelerare il suo consolidamento.

LE CARATTERISTICHE DELLA DRAGA. La draga aspirante refluente autocaricante «Shoalway» è una vera e propria nave, dotata di un pozzo di carico (TSHD, Trailer Suction Hopper Dredger) con una capacità di 4.500 metri cubi. Costruita nel 2009, la «Shoalway» garantisce prestazioni e capacità del processo di dragaggio ai massimi livelli, ma assicura soprattutto di ridurre i consumi di carburante e le emissioni di fumi di scarico in atmosfera.

Il principio di funzionamento della draga TSHD è molto simile a quello di un comune aspirapolvere. Sulle tubazioni di aspirazione poste alle estremità sono presenti le teste di dragaggio, che calano sul fondale marino nel momento in cui la draga ha raggiunto l’area interessata all’intervento. Attraverso un sistema di pompe presente all’interno del mezzo, la testa di dragaggio «aspira» il sedimento dal fondo marino, convogliandolo all’interno del pozzo di scarico. Quando il pozzo stesso ha raggiunto la massima capacità di carico, la testa di dragaggio viene issata nuovamente a bordo e s’inizia la navigazione verso la zona di destinazione del materiale dragato, che può essere scaricato mediante la connessione del mezzo a un sistema di tubazioni che consentono di convogliarlo in una degli invasi del nuovo piazzale.

I NUMERI DELLA TSHD «SHOALWAY»

2010 anno di costruzione

90 metri lunghezza fuori tutto

4.500 metri cubi capacità del pozzo

30 metri massima profondità di dragaggio

900 millimetri diametro tubo di aspirazione

11 nodi velocità massima di navigazione

6.666 kW potenza totale installata