I dati Istat sulla disoccupazione sono allucinanti. In pratica 1 giovane su 2 è senza lavoro. «Dato sconvolgente» per il premier Matteo Renzi. Che adesso deve rimboccarsi le maniche.

Io personalmente nutro fiducia in Renzi. Se soprattutto riuscirà davvero a ridurre il peso di burocrazia e fisco, ricontrattando in termini più favorevoli per noi il rapporto con l’Europa, che ci ha visti finora schiacciati dalle scelte della Germania; il nuovo premier sta puntando anche su tagli e spending review ed è giusto che sia così, ma dovremmo anche riflettere su un aspetto: se la Pubblica amministrazione produce, anche i costi diventano più sostenibili per la comunità. Per intenderci: io non mi scandalizzo se si usa un’auto blu anziché entrare nei Palazzi della politica con la Smart, purché il fatturato amministrativo sia positivo.

E sulle politiche a favore dell’occupazione giovanile. Staremo a vedere, ma non c’ molto altro tempo ancora da spendere.

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Continua ad aumentare la disoccupazione e a febbraio, secondo l’Istat, il tasso si è attestato al 13%, in aumento di 1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Si tratta del dato più alto sia dall’inizio delle serie mensili nel gennaio 2004, sia da quello delle serie trimestrali nel primo trimestre 1977. In Germania, tanto per avere un termine di paragone, il tasso di disoccupazione è al 6,7% e mentre lì il numero delle persone senza lavoro è diminuito di 12 mila unità, da noi è aumentato superando la soglia dei 3,3 milioni. Più nel dettaglio sono 3 milioni 307 mila persone in cerca di lavoro, in aumento di 8 mila su gennaio (+0,2%) e di 272 mila su base annua (+9,0%).

I giovani

Brutte notizie anche per i giovani: il tasso di disoccupazione dei 15-24enni a febbraio è arrivato al 42,3%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali su gennaio, quando aveva toccato il picco ma in aumento di 3,6 punti su base annua. Il tasso d’occupazione a febbraio è al 55,2%, il tasso minimo da primo trimestre del 2000, ovvero da 14 anni. Quindi in altre parole in Italia risulta occupata poco più di una persona su due tra i 15 e i 64 anni. «È un dato sconvolgente — ha detto da Londra il premier Matteo Renzi arrivando all’ambasciata italiana dove ha incontrato l’ambasciatore Pasquale Terracciano. — In un anno si sono persi mille posti di lavoro al giorno. Ci sono dei segnali di ripresa — ha aggiunto — ma non sono sufficienti, l’Italia può ripartire, ma c’è bisogno di correre». E poi il premier promette: «vedrete come tornerà sotto doppia cifra la disoccupazione. È un obiettivo che possiamo raggiungere». Parole che sembrano voler rispondere anche all’allarme lanciato dai sindacati, con i leader della Cisl Raffaele Bonanni che ha avvertito: «chi ha responsabilità di Governo deve indicare una via d’uscita concreta di fronte a queste cifre drammatiche». Ma l’ottimismo di Renzi è in linea con il ministro del lavoro Giuliano Poletti. «Quello sulla disoccupazione — ha spiegato — è un dato assolutamente allineato alle previsioni». E il 2014 «continuerà ad essere un anno in cui la coda velenosa della crisi si incrocerà con auspicabili fenomeni positivi, grazie ai quali il numero di disoccupati sarà ancora negativo ma minore di quello di oggi».

I controlli

Poi Poletti ha annunciato che rafforzerà i controlli sull’utilizzo distorto dei contratti di collaborazione a progetto e delle partite Iva, per identificare i casi in cui il ricorso a queste tipologie contrattuali «maschera rapporti di lavoro subordinato». Una «prassi tanto più ingiustificata» ha detto il ministro del Lavoro e delle politiche Sociali Giuliano Poletti, con i nuovi contratti a termine. È stato inoltre costituito un gruppo di lavoro per valutare l’eventuale esigenza di semplificazioni e revisioni normative, prevedendo l’attivazione di un confronto in merito con tutte le parti interessate.