Di seguito notizie dettagliate sul decreto legge che riguarda il pagamento alle imprese, contiene novità interessanti

25/01/2012
Pagamenti delle p.a. alle imprese, novità nel decreto liberalizzazioni in Gazzetta
Le imprese che hanno crediti verso le p.a. possono forse tirare un sospiro di sollievo. Nel decreto legge n. 1/2012, conosciuto in questi giorni come “decreto liberalizzazioni”, e pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale è previsto lo stanziamento di 5,7 miliardi per i pagamenti degli enti publbici verso le imprese fornitrici con possibilità di pagamento anche tramite emissione di titoli di Stato.

Roma, 17 Gennaio 2012 - Associazione degli Industriali della Provincia di Arezzo
Convegno informativo, organizzato in  in collaborazione con Confindustria Siena e Grosseto, dedicato alla nuova Tunisia sul tema dei possibili investimenti in tale area e degli strumenti finanziari per la cooperazione italo-tunisina.
Interverranno il nuovo Ambasciatore della Tunisia S.E. Naceur Mestiri, in una delle sue prime visite ufficiali in Toscana, i responsabili dell’Agenzia per la promozione degli investimenti e del Centro per la promozione delle esportazioni.
Verrà fornito un quadro economico aggiornato su un mercato che, dopo i recenti accadimenti sociali e politici, si pone come importante partner delle imprese italiane interessate al mercato nordafricano.

Dalla rassegna stampa del sito Cogip vi segnalo la mia partecipazione alla trasmissione radiofonica “Voci d’Impresa” su Radio 24

ASCOLTA L’AUDIO DAL SITO DI RADIO24

DA WWW.COGIP.IT

Mimmo Costanzo, ad di Cogip Holding, è stato ospite della trasmissione “Voci d’impresa” in onda su Radio24 nella puntata del 8 gennaio 2012. Una lunga intervista a cura della giornalista Alessandra Scaglioni (caporedattore di Radio24, prestigiosa emittente del gruppo Sole-24Ore), in cui l’imprenditore catanese ha parlato di sé, degli inizi della propria attività, delle precedenti esperienze come assesseore a Catania e come presidente dei Giovani industriali; ma si è soffermato soprattutto sul presente e sul futuro del gruppo Cogip, sottolineando le grandi sfide di un uomo legato alla propria terra ma pronto a cogliere tutte le opportunità offerte dai mercati emergenti.

ascolta l’audio del programma con Mimmo Costanzo

vai al sito della trasmissione “Voci d’impresa” di Radio24

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Mimmo Costanzo con il ministro dell'Ambiente

Potenziare le rinnovabili, investendo su ricerca e sviluppo. Incrementare il fotovoltaico, puntando su grandi quantità di energia in piccole estensioni. Sviluppare l’eolico, specialmente per gli usi civili. Sono alcuni punti su cui si è soffermato il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini intervenendo lunedì 9 gennaio alla trasmissione televisiva “Uno Mattina”, su Rai1.
”Il fotovoltaico nei prossimi anni – ha affermato il ministro – dovrebbe fare un salto tecnologico come quello compiuto alla fine degli anni ’80 dalla telefonia nel campo delle comunicazioni. Il settore, ha un potenziale enorme di sviluppo, attualmente viene infatti utilizzato soltanto il 10-12 per cento dell’energia solare”.

“Gli imprenditori, il Governo e la collettività – ha spiegato Mimmo Costanzo, Amministratore delegato di Cogip Holding, sono alleati e hanno obiettivi comuni. Bisogna rafforzare quest’alleanza e promuovere e sviluppare il settore delle energie alternative perchè la ricerca di fonti differenti è un percorso che interessa e beneficia tutti”.

Il Ministro Clini insieme a Costanzo hanno convenuto sull’importanza dello snellimento dell’iter autorizzativo per gli impianti di energia rinnovabile. Ha affermato Clini : “Abbiamo due impegni: finire di giocare al gioco dell’oca per le autorizzazioni relative agli impianti, versante sul quale stiamo lavorando, e dare garanzie al settore. Il sostegno alle rinnovabili non è il peso più importante in bolletta”.
A proposito dei recenti accordi volontari tra il Ministero dell’Ambiente e alcune grandi imprese sul carbon footprinting, il Ministro Clini ha annunciato che entro maggio ce ne saranno altri. Il riconoscimento del marchio ambientale è, infatti, un valore aggiunto per le imprese: “Ad esempio, un’azienda in crisi – ha concluso – ha visto crescere del 20% i propri prodotti con marchio ambientale, in controtendenza rispetto alla crisi”.

 Mimmo Costanzo risponde a una delle domande che un gruppo di giovani hanno posto ad alcuni opinion

leader scelti dal quotidiano La Sicilia nel primo degli inserti speciali di fine anno. Assieme al Ceo di Cogip – tra gli altri interlocutori di una “generazione in cerca di risposte” – anche il giurista-filosofo Pietro Barcellona, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, il vicepresidente nazionale di Confcommercio Pietro Agen e Giuseppe Tripoli, capo del dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo economico. A seguire il testo della sollecitazione dello studente catanese e la risposta di Costanzo.

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Per lavorare è meglio avere una laurea o la pratica?

È un bel rebus quello che tutti i giorni ci sottoponiamo: in questa fase di grande crisi economica, di lavoro che non c’è o è sempre più precario, di aziende che licenziano, aiuta di più studiare, fare tanti sacrifici all’Università e sui libri oppure provare a cominciare subito a far pratica, a lavorare, ad impadronirsi dei segreti di una professione? E’ chiaro che molto dipende dal tipo di lavoro che si ha in mente e si spera di fare: ci sono professioni per cui studiare e laurearsi è indispensabile, per cui la strada obbligata da seguire è quella dello studio. Ma molti ragazzi in questi anni e, soprattutto, in questi mesi, proprio alla luce della crisi e della necessità sempre più pressante di cominciare a lavorare presto, credo si stia orientando non sulla scelta legata davvero alla propria vocazione o ai propri desideri, ma alla rapidità con cui si può provare ad entrare nel mercato del lavoro. Insomma anche se vale di più una laurea, anche se studiare ci qualifica e ci rende competitivi, purtroppo la crisi spinge sempre più verso quelle che sembrano scorciatoie, verso soluzioni accomodanti. Con un rischio, quello di trovarci di fronte nei prossimi anni a generazioni che, se saranno state fortunate, avranno magari trovato un lavoro, ma non quello che cercavano, non quello per cui hanno o avrebbero studiato e in cui avrebbero potuto riversare tutto il loro impegno, la loro passione. Io ho scelto la strada degli studi. Perché? In primo luogo perché da più opportunità. L’Italia, come il resto dell’Europa, si è trasformata sempre più’ in un paese con un’economia basata sulla conoscenza; l’importanza di una laurea oggi può essere paragonata a quella che aveva un neo-diplomato cinquant’anni fa. Credo che l’università sia un mezzo necessario per chi punta a migliori opzioni lavorative e più opportunità. Inoltre ci sono altre ragioni che, credo, ne sottolineino l’importanza. Grazie alle esperienze che si fanno durante il percorso universitario gli studenti hanno l’opportunità di leggere libri che, forse, non avrebbero mai letto e partecipare ad incontri con esperti nell’ambito dei proprio ambito di studi. E’ proprio questo che incoraggia gli studenti a riflettere, a porsi delle domande e confrontarsi con modelli di pensiero diversi, accrescendo il proprio bagaglio culturale e ponendosi in una prospettiva diversa nei confronti del mercato del lavoro che diventa di giorno in giorno sempre più esigente per quanto riguarda il livello d’istruzione. Ovviamente accrescere le proprie conoscenze e ampliare le proprie opportunità lavorative non è un punto di fine ma uno di inizio. Infatti, è proprio quando finisce la ricerca del lavoro e si inizia una carriera lavorativa che si possono mettere a frutto le proprie conoscenze consolidandole con l’esperienza.

Fabrizio Drago

Fabrizio Drago ha 23 anni e frequenta il terzo anno di Scienze della comunicazione a Catania. Durante il suo tempo libero gli piace molto leggere. Alexander McCall Smith – scrittore di origini scozzesi – è uno dei suoi autori preferiti. Oltre la lettura, gli piace molto viaggiare per scoprire nuovi luoghi, tradizioni e culture e per avere la possibilità di praticare un altro dei suoi hobby: la fotografia.


LO STUDIO È PIÙ EFFICACE SE SI UNISCE ALL’IMPEGNO

L’imprenditore: «La formazione è decisiva, ma coltiva le tue passioni»

Quando assumo un giovane guardo il suo curriculum, ma vado oltre: per me contano molto la voglia di crescere e di fare esperienza all’estero, la capacità di mettersi in gioco e di lavorare in team

Mimmo Costanzo

Caro Fabrizio,

come prima cosa voglio dirti che per me rispondere alla tua domanda è allo stesso tempo un onore e una responsabilità. Comprendo benissimo i tuoi tormenti di giovane al bivio della vita; li capisco perché li ho vissuti io in prima persona quando avevo la tua stessa età, ma oggi li vivo in modo ancor più forte nella veste di padre di due figli, che fra qualche anno si troveranno davanti alle stesse scelte, agli stessi dubbi, alla stessa paura di sbagliare. E questa circostanza non fa che aumentare il rispetto per la questione che mi poni, oltre che naturalmente per te come persona.

Guardando all’attuale situazione economica e alle difficoltà nel mercato del lavoro (soprattutto per l’ingresso dei giovani) quella alla questione che mi poni – se è più facile trovare un lavoro con una laurea o facendo pratica – corre il rischio di essere una risposta retorica. Più il contesto economico si fa difficile, più si restringono gli spazi nel mercato del lavoro, più esso diventa selettivo. E quindi si alza quella immaginaria “asticella” per un giovane che vuole trovare un’occupazione adeguata alle proprie aspettative. Hai proprio ragione quando dici che la laurea di oggi e quasi paragonabile al diploma di qualche decennio fa. E affermando questa verità hai inconsciamente risposto proprio alla tua domanda: la laurea al giorno d’oggi è imprescindibile, quindi il mio primo consiglio è di continuare con i tuoi studi e di fare quanto prima e meglio che puoi.

Eppure l’alternativa che poni quando parli di “pratica” mi fa pensare che la tua possa essere non soltanto fretta di lavorare, ma magari anche il bisogno di esprimere qualcos’altro della tua personalità. E questo lo puoi fare anche continuando a studiare: un lavoro part time per avere un po’ d’indipendenza in più, ma anche un’attività nel volontariato. Ecco, questa può essere la “pratica” che in futuro potrà esserti davvero utile per trovare più facilmente il lavoro: l’impegno in qualcosa che non sia soltanto studiare non può che farti bene. L’associazionismo, lo sport, la politica, coltivare al meglio le tue passioni può aiutarti a migliorare la formazione e ad arrivare più completo al momento in cui – magari con una laurea e un master in tasca – proverai a entrare nel mondo del lavoro.

A questo proposito mi piacerebbe approfondire un tema che per me è fondamentale. Nella costruzione di questo bagaglio di competenze un elemento a mio parere essenziale è rappresentato dall’esperienza all’estero. Un viaggio di studio, magari attraverso uno dei programmi che l’Unione europea mette a disposizione degli universitari, un’esperienza di vita e di lavoro in un Paese straniero non potrà che farti crescere ancora di più. E soprattutto ti permetterà di imparare una lingua straniera. Si parla sempre più spesso di “fuga di cervelli” con un’accezione negativo, ma vorrei ricordarti i tanti aspetti positivi di quella che a me piace definire la «mobilità dei talenti». Non è detto che se un giovane come te – durante il percorso universitario o magari subito dopo – va all’estero per proseguire gli studi o lavorare questa sia una cosa negativa. Questo viaggio devi concepirlo non come se fosse di sola andata, ma conservare il biglietto di ritorno per realizzarti al meglio nel tuo Paese, che in questo modo sarà arricchito anche dal tuo patrimonio umano e professionale acquisito all’estero.

Per rendere ancora più esauriente la mia risposta al quesito che mi hai posto, vorrei aggiungere anche qualche elemento che potrebbe esserti utile in futuro. Mi riferisco ai criteri che uso nella mia azienda per selezionare le risorse umane e i giovani in particolare. Devo dire che negli ultimi tempi – nonostante la crisi economica complessiva – ho continuato ad avere l’opportunità di assumere, di incrementare la “squadra” del gruppo Cogip. L’ho fatto perché ne ho avuto l’opportunità (grazie al contesto di crescita aziendale), ma soprattutto perché credo fermamente che un imprenditore può contribuire al superamento di questa congiuntura negativa investendo sulle persone e sulla fiducia, cercando di fare ancora meglio il proprio dovere.

Quali sono le caratteristiche che privilegio quando ho davanti una persona che vuole lavorare con me? Il curriculum, la formazione specifica e l’esperienza sono importanti, ma a me piace andare oltre. Guardo ad esempio alla voglia di condividere un progetto, alla capacità di lavorare in un gruppo, di crescere e di far crescere gli altri sia dal punto di vista professionale, sia da quello umano. E poi mi piace condividere il mio cammino imprenditoriale con persone che hanno la voglia di mettersi sempre in gioco, di fare esperienze sempre nuove; spesso mi capita di chiedere a chi lavora con me di passare dei lunghi periodi fuori dalla Sicilia, talvolta anche all’estero: si tratta di esperienze di straordinaria crescita per le persone e per l’azienda.

In conclusione vorrei augurarti il meglio per la tua carriera universitaria e per il tuo futuro lavorativo. Spero che riuscirai a realizzare tutti i tuoi sogni, senza scendere a compromessi. Con la schiena dritta e lo sguardo sempre in alto. In bocca al lupo, di cuore.